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    LAMIERA 2023 Comunicato

    La competitività del settore della lamiera nell’era della globalizzazione e dell’automazione

    Pubblicato su 06/06/23
Nome della società
AMADA Schweiz
Inviato da benoit.cantin il Mar 06/06/2023 - 21:45
Contenu
  • Con una produzione di macchine speciali e un centro di ricerca e sviluppo all’avanguardia, oPm coglie le sfide del settore della lamiera grazie ad una ricetta personalizzata che mixa sapientemente tecnologie e formazione. Ce lo racconta, in questo articolo basato su un’intervista realizzata da Metal-Interface Italia a maggio 2023, Clemente Palmieri, Principal CEO dell’azienda salernitana.
     

  • Far fronte alla globalizzazione

    Oggi il settore della lamiera si trova a raccogliere le sfide legate all'automatizzazione dei processi. A differenza di vent'anni fa, la globalizzazione ci porta a competere con paesi che presentano normative diverse dalle nostre e altri parametri in termini di sicurezza. Di conseguenza il confronto ne risulta difficoltoso, poiché si tratta di affrontarsi giocando con regole diverse sul territori diversi, per poi andare a vendere su uno stesso mercato, che è quello globale. In che modo il mercato europeo può restare competitivo in questo contesto? Per mercato europeo intendo paesi come l’Italia, la Francia, la Germania e la Spagna, ovvero Paesi che pongono maggiore attenzione alla sicurezza e alla qualità del lavoro. Uno dei modi che abbiamo a disposizione per proteggerci dalla concorrenza degli altri mercati consiste nell’automatizzazione dei processi, ricorrendo alla robotica e ai vari strumenti connessi all’intelligenza artificiale.

    Isola di saldatura Robotizzata
  • L’impatto dell’automazione sulle risorse umane

    Questa soluzione, di primo acchito, potrebbe dar luogo ad osservazioni sull’impatto che una scelta del genere può avere sui posti di lavoro, secondo un’equazione semplice per cui automatizzare equivale a ridurre il personale. Ma in realtà si tratta di una prospettiva superficiale. Per fare un facile esempio, quando si è passati dalla carrozza all’automobile, sono andate a scomparire le figure legate alle attività del cavallo, certo, ma ne sono nate altre connesse all’industria dell’automobile. È chiaro che l’automazione impone all'operatore di seguire un percorso di formazione più specializzante, ma questo non rappresenta forse un vantaggio per la società? L'operatore che oggi posiziona banalmente il pezzo e preme il pedale dovrà domani essere in grado di gestire un robot: non di programmarlo, ma di gestirlo, di riavviarlo. Questo nuovo approccio traghetta la popolazione, in questo caso europea, verso il futuro.
     

  • Specializzazione del personale e la via della scuola-lavoro

    Per poter competere con la Cina o con l'India dobbiamo quindi puntare sulla specializzazione del personale. Un processo che parte dalle scuole. Lo Stato si sta già muovendo secondo una logica di scuola-lavoro, un approccio educativo che fornisce ai ragazzi gli strumenti per affacciarsi sul mondo del lavoro e capirne le dinamiche. Attualmente è infatti molto complesso per i neo-diplomati scegliere un percorso da seguire, spesso essi non hanno idea di quale sia la differenza tra un ingegnere elettronico e un ingegnere meccanico, ad esempio, o di cosa sia un ufficio di progettazione. La cosiddetta scuola-lavoro permette di introdurre i ragazzi in un mondo in cui probabilmente non acquisiranno alte competenze tecniche, ma che di sicuro rappresenterà un modo per cominciare a conoscere la realtà aziendale, gli uffici che la compongono, i ruoli e le figure professionali. Un’infarinatura che consentirà poi di scegliere con maggiore consapevolezza un percorso universitario che dia anche la possibilità di esprimere una passione.
     

  • Una strategia aziendale volta alla competitività

    Noi come azienda stiamo rispondendo a questa sfida mantenendo all’interno del nostro organico una quota fissa pari al 10-15% di ragazzi neolaureati da formare. Per noi questa strategia rappresenta sicuramente un vantaggio. E anche per loro, rispetto a quella che può essere un’esperienza in una grande multinazionale, che spesso si conclude con una forte disillusione dovuta alle aspettative e ai compiti che i ragazzi si trovano poi a realizzare, di frequente ripetitivi e svilenti.

    Tornando alla sfida rappresentata dall’automazione, la nostra azienda la sta vivendo in prima linea: prima facevamo macchine su misura, ora ci stiamo spostando verso l'automatizzazione dell'impianto. In questo modo possiamo garantire al cliente un processo completo, che va dal coil allo scatolo col prodotto finito all'interno.

    Chiaramente questo approccio implica una formazione continua, e un impiego di risorse economiche e umane, ma ci consente di restare al passo con gli altri attori del mercato.

    Per noi la formazione assume un ruolo centrale da diversi punti di vista. Siamo fermamente convinti che il know-how, l'acquisizione di nuove conoscenze, sia una chiave per affrontare le sfide attuali. Si tratta di processi lenti, che la nostra azienda, grazie alle sue dimensioni relativamente ridotte, può raccogliere con più versatilità: nelle grandi aziende ci vogliono anni per trovare il modo per attuare la trasformazione, per noi è più facile adattarci con rapidità alle nuove tecnologie e verificare subito che queste rispondano effettivamente alle esigenze del cliente.